Mosaici e vetrate per Cappelle MaestĂ  (Edicole Sacre)

Sul nostro paese sono presenti molte Cappelle Maestà (Edicole Sacre) e l’andamento velocissimo della vita attuale ci ha induce a dimenticarle, passano quasi non rispettate non rispettate poiché ci sono ma non ci rendiamo conto della loro presenza.
Maesta Edicola Sacra Una moderna azienda http://www.mosaicosacro.it/ produce immagini sacre, mosaici, vetrate artistiche, statue, monumenti adatti per resistere all’esterno e agli agenti atmosferici. Oggi come un tempo, l’artista Vincenzo Greco titolare di questa ditta, realizza e fornisce opere sacre con le stesse caratteristiche di originalità e qualità che contraddistinguono la creatività italiana e il “Made in Italy”dal resto del mondo.
L’abitudine di innalzare piccole cappelle sacre, campestri svela i segni sul territorio del animo religioso del popolo, e ha origini antiche.
Chiamati anche piloni votivi, maestà, capitelli, madonnine, tabernacoli, nicchie, cibori, il termine edicola deriva dal latino aedicula, (= tempio) e significa piccolo tempio: indicava i tempietti che ospitavano, il mosaico o la vetrata artistica o la raffigurazione di una santa d’una divinità.
La grande ricchezza di mosaici religiosi delle nicchie sacre è stato a lungo abbandonato, da quando ci si è allontanati dalle campagne.

Le MaestĂ  sacre delle strade, costruite lungo le vie cittadine, erano un tempo luogo di riferimento per i viaggiatori, i pellegrini, i residenti di un paese. Immagini sacre realizzate con tessere di pietre colorate, oppure in affresco, ed alcuni con vetri raffiguranti la madonna, GesĂą o il santo della contrada.

Mosaici Edicole Messe in corrispondenza di transiti o crocevia, a ridosso dei ponti o all’altezza dei guadi, i tabernacoli con i mosaici votivi divenivano coordinate di riferimento in tratti lunghi e difficoltosi; se posate su vie ripide ed isolate assicuravano protezione divina.

La produzione di arte sacra e la loro successiva collocazione nelle cappelle o chiesette era anche rafforzata dal bisogno di salvaguardare le coltivazioni, legate agli agenti atmosferici.
Le MaestĂ , pur essendo manifestazioni della devozione privata, furono anche punto di legame per alcuni dei piĂą importanti attimi della vita collettiva religiosa.
la Maestà chiamate anche con il termine popolare “madonnine” situate sopra ai portali delle chiese, case, alle pareti e nei muri lungo le strade, alcune del Seicento, molte del Settecento, conservano memoria di cappelle associate ai culti mariani. La Madonna di Ortonovo del 1553 è associata ad una sacra immagine della Vergine in una antica cappelletta, che iniziò a lacrimare sangue, in seguito fu costruito il Santuario del Mirteto.

Le Maestà dei Cimiteri e dei camposanto, a quella epoca come adesso, sono di solito nicchie, con mosaici o cristalli colorati con immagini sacre, ricavate nei muri esterni delle tombe gentilizie, posizionate sulle porte d’ingresso o sulle mura di cinta.
Diversi i motivi che in ogni tempo hanno spinto i proprietari a realizzarle:

Mosaici sacri prova della pietĂ  cristiana, gratitudine per una grazia ricevuta, memoria di eventi di particolare importanza, richiesta di sostegno della famiglia, dimostrazione del proprio benessere economico.
Non è onesto perdere il ricordo di un luogo di culto, di devozione, di venerazione, dove i nostri antenati si facevano il segno della croce, e pregando si rilassavano un attimo dopo un giorno di lavoro che spezzava la schiena.
Incamminarsi e cercare le chioschi sacri, riscoprire la storia delle edicole ancora presenti ai fianchi delle stradine, aiuta a scoprire qualcosa di noi stessi, delle nostre basi cristiane e del nostro territorio, per rafforzare quella che non è solo una dimostrazione di religiosità, ma che riproduce anche una ricchezza di cultura e di arte popolare sacra: molte edicole, realizzazioni in mosaico raffigurante Gesù, o Madonne Addolorate o Assunte in cielo, nella loro semplicità, sono originali opere d’arte.